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Le origini di Roseto

Una storia recente che parte da lontano

 

Il territorio dove oggi sorge Roseto fu associato in tutta la sua attuale estensione all’amministrazione dell’Università di Montepagano solo a partire dal 1806.

RosetoPer volere del Re di Napoli Giuseppe Bonaparte. Fino a quel momento solo la fascia di litorale c tra il fiume Vomano e il torrente Borsacchio era di competenza di Montepagano. I terreni che si estendevano dal Borsacchio al torrente Tordino erano invece amministrati dall’Università di Giulianova, all’interno della unica cornice del Regno di Napoli.

La variazione di confine promossa dal decreto regio del 1806 pose quindi le basi per la nascita di Roseto. All’epoca era ancora una fascia costiera quasi del tutto disabitata  ma unicamente riconducibile all’amministrazione paganese.

Nel 1857, la Chiesa Ricettizia di Montepagano o decise di promuovere un progetto di inurbamento. Il 22 maggio 1860, con atto notarile, l’ente suddivide il proprio possedimento alla Marina in 12 lotti, allora denominati “quote” e li destina ad altrettante famiglie.

Il 22 maggio del 1887, con un decreto di Umberto I, Re d’Italia, l’area oramai abitata cambia la sua denominazione da Le Quote in Rosburgo.

Il nome di Rosburgo fu ideato da Ciro Romualdi, medico, letterato e patriota, che durante i moti del 1948 lottò per l’indipendenza dal governo Borbonico di Re Ferdinando.

Ancora oggi, una via della frazione di Cologna, dove egli si battè armato contro i fedeli al governo borbonico  gli è dedicata. Non nel 1948, ma il tempo gli diede ragione e l’unità del nostro paese, da lui fortemente desiderata, fu realizzata nel 1861 e lo Statuto Albertino divenne carta fondamentale della nuova Italia.

Per esigenze demografiche l’anagrafe di Rosburgo fu ampliato nel 1909. Nel 1924 Il Comune si insedia definitivamente lasciando la sede paganese.

Nasce Roseto

Il 20 febbraio 1927, con decreto del re Vittorio Emanuele III, Roseto degli Abruzzi acquisisce la sua attuale denominazione, abbandonando il nome di Rosburgo.

Roseto Il 14 giugno 1926, infatti, l’on.le abruzzese Giacomo Acerbo, vicepresidente della Camera dei deputati, comunica all’aula che Benito Mussolini, allora Capo del Governo,  aveva segnalato “il nome italianissimo di Roseto degli Abruzzi al posto di quello teutonico di Rosburgo”.

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